Le ustioni, anche quelle considerate di media entità, possono lasciare segni evidenti sulla pelle: le cicatrici. Chi ha vissuto un’ustione sa bene che non si tratta solo di un segno estetico, ma spesso di una vera e propria limitazione alla qualità della vita. La pelle può tirare, prudere, diventare rigida o dolente. Ma perché succede questo? E cosa si può fare, concretamente, per migliorare la situazione? In questo articolo cerchiamo di rispondere con parole semplici e informazioni basate su fonti scientifiche affidabili.

Perché si formano le cicatrici da ustione? 

Quando la pelle viene ustionata, soprattutto se in profondità, il tessuto viene distrutto. Il corpo, per guarire, produce nuove fibre di collagene, la proteina che dà struttura alla pelle. Tuttavia, questo processo di riparazione non sempre avviene in modo ordinato. Quando la pelle guarisce troppo in fretta o con una risposta infiammatoria molto forte, può produrre una quantità eccessiva di collagene, formando cicatrici spesse, dure e in rilievo. Queste sono chiamate cicatrici ipertrofiche.
Uno studio pubblicato sulla rivista Burns (Chang & Chang, 2019) ha dimostrato che le cicatrici ipertrofiche si sviluppano nel 30–75% dei pazienti con ustioni profonde, soprattutto se il tempo di guarigione supera i 21 giorni.

Perché le cicatrici si induriscono? 

Il tessuto cicatriziale non è come la pelle normale: è meno elastico, più rigido e tende a retrarsi. Questo significa che col tempo può limitare i movimenti, specie se si trova vicino a un’articolazione, come il gomito o il collo. Inoltre, può causare fastidio, dolore o prurito persistente. La durezza dipende dalla quantità di collagene e da come si dispone nel tessuto: quando si accumula in modo disordinato e compatto, la pelle si ispessisce e diventa meno flessibile (Kwan et al., 2017, Journal of Burn Care & Research).

Perché è importante intervenire subito? 

Le ricerche sono molto chiare: prima si inizia a trattare la cicatrice, migliori sono i risultati. Secondo le Linee guida internazionali per la cura delle ustioni pubblicate dall’ISBI (International Society for Burn Injuries, 2016), la terapia compressiva dovrebbe iniziare appena la ferita si è chiusa (epitelizzata) per aiutare il collagene a formarsi in modo più ordinato.
Il trattamento precoce riduce il rischio di cicatrici spesse, dure e dolorose. Agire tardi, invece, rende il tessuto cicatriziale più difficile da modellare e da rendere morbido.

Il ruolo dei presidi elastocompressivi 

I presidi elastocompressivi, come guaine, indumenti su misura, guanti o bendaggi, applicano una pressione delicata ma costante sulla cicatrice. Questa pressione:

La loro efficacia è stata dimostrata da diverse ricerche, tra cui una revisione sistematica pubblicata su Burns (Chang & Chang, 2019), che ha confermato l’efficacia della compressione nel migliorare l’aspetto e la funzionalità delle cicatrici da ustione.

Cosa puoi fare tu, da subito 

Un messaggio importante 

Non sei solo. Le cicatrici da ustione si possono trattare, migliorare e – con un po’ di pazienza – rendere sempre meno visibili e fastidiose. È importante affrontare questo percorso con gli strumenti giusti, e soprattutto senza aspettare troppo. Ogni giorno conta. E i presidi elastocompressivi, se usati correttamente, possono davvero fare la differenza.

Fonti scientifiche: 

Chang, L. T., & Chang, H. C. (2019). The effect of pressure garment therapy on hypertrophic scar after burn: A meta-analysis. Burns, 45(8), 1732–1740. https://doi.org/10.1016/j.burns.2019.07.022

Kwan, P., et al. (2017). The long-term impact of burn scars: A review of the literature. Journal of Burn Care & Research, 38(6), e915–e927. ISBI (International Society for Burn Injuries), 2016. Practice Guidelines for Burn Care.

American Burn Association, 2020. Burn Incidence and Treatment in the United States: 2020 Fact Sheet.

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